La rivista Orobie parla di Otus.

La rivista Orobie parla di Otus.

L’articolo “Artigiani della birra” di Silvia Tropea Montagnosi sul numero 226 pubblicato in agosto.

Scrive Silvia Tropea Montagnosi: “quello della birra è un mondo complesso. Le eccellenze si riconoscono degustando e non sempre si rivela vero quanto affermava una vecchia pubblicità in cui Renzo Arbore declamava ‘Birra e sai cosa bevi’.”

Il birrificio artigianale di Seriate, che recentemente ha conquistato l’attenzione degli esperti per aver vinto la medaglia d’argento presentando la nuovissima Oatmeal Stout Ambranera al più importante concorso brassicolo italiano (Miglior Birra Dell'Anno 2018 a Rimini nella fiera internazionale Beerattraction dedicata alle specialità artigianali), suscita crescente curiosità nella stampa specializzata e non. In particolare desta interesse la capacità di Otus di assicurare la costanza organolettica e qualitativa delle proprie birre che, naturalmente, sono totalmente naturali e senza additivi chimici. Una capacità tutt’altro che scontata nel mondo delle birre artigianali e che costituisce un valore sia per i rivenditori sia per i consumatori: chi beve una birra Otus ha la certezza di ritrovare sempre lo stesso gusto e la stessa fragranza.

Anche la prestigiosa rivista Orobie si è interessata ad Otus riservandogli un ampio spazio nell’articolo dedicato alla produzione artigianale locale: una realtà produttiva di birrifici indipendenti che hanno assunto rilevanza nel panorama nazionale, ottenendo fra l’altro l’autorevole apprezzamento del curatore della Guida alle birre d’Italia di Slow Food di Eugenio Signoroni, che considera il mondo brassicolo bergamasco come un “un punto di riferimento”. Durante la visita al Birrificio di Seriate l’esperta giornalista del mondo gastronomico bergamasco ha potuto notare la qualità degli impianti, delle materie prime, il rigore operativo che caratterizza ogni fase della produzione ed ha gustato il piacere di bere Otus. Il birraio Alessandro Reali nell’intervista spiega come l’unicità di ogni birra artigianale sia il risultato di una lunga sperimentazione tesa a individuare con precisione i tempi, le temperature, l’acidità del mash e del mosto, il momento per l’aggiunta del luppolo e degli aromi, a gestire con sicurezza la fermentazione. “Gli esperimenti sono infiniti – dice Alessandro Reali – e i sacrifici sono tanti, ma il tutto è abbondantemente ripagato dall’immediato consenso di pubblico che abbiamo ottenuto”. La giornalista ha apprezzato di OTUS anche lo sforzo didattico e divulgativo: “il birrificio accoglie scolaresche e propone degustazioni guidate di piccoli gruppi nello spaccio aziendale”. Le belle fotografie di Marco Mazzoleni corredano un articolo che merita di essere letto.

[Redazione di Mete]